RICOVERATO A TREDICI ANNI PER AVER BEVUTO TROPPO

Tredici anni sono l'età giusta per giocare a calcio, dare i primi baci e uscire con gli amici.
Che la soglia del consumo di alcol smodato si sia abbassata a questa età fa temere il peggio per le nuove generazioni. Come si presume anche in questo caso, probabilmente gli alcolici sono stati assunti in combinazione con altre sostanze stupefacenti.
Se questi dati ti spaventano, se hai paura che qualcuno attorno a te, tuo figlio, un amico, tu stesso, abbia una dipendenza da alcol, non è mai troppo tardi per intervenire: chiamaci
800 39 40 88
dal lunedì al venerdì
9/13 e 14/18
risponderanno persone qualificate e pronte ad offrirti un primo supporto
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Se ti sembra di riconoscerti, o riconosci questo comportamento in un tuo amico o familiare, chiamaci.

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SAPEVO DI SBAGLIARE MA CONTINUO A FARLO

In un braccio tiene una micro bag, magra come un chiodo dentro una tutina nera super elasticizzata, sguardo spento. Maddalena (il nome è di fantasia, ndr) è una delle ragazze indagate per la notte di violenza e droga di Capodanno 2021 a Primavalle. Si droga da circa due anni, ne ha 17. Assume regolarmente Md, chetamina e coca. Era amica di Bianca, la figlia sedicenne di un diplomatico che a quella festa è stata stuprata da cinque ragazzi, e faceva parte del gruppo delle parioline.

Cosa ricorda di quella notte?
"Ho visto Bianca (nome di fantasia, ndr) dentro un bagno. Le ho chiesto se era tutto a posto e lei mi ha detto di sì. Un'altra volta sono andata a vomitare e l'ho vista con un ragazzo fare sesso. Poi ho un vuoto perché stavo troppo male. La mattina l'ho ritrovata nel letto accanto a me".

Perché si è sentita male?
"Avevo assunto Xanax e Rivotril. Quella notte mi ha cambiata. Ho capito che stavo sbagliando ma continuo a farlo".

Bianca la sente ancora?
"No, non mi ha più risposto al telefono. Mi dispiace per lei. Non frequento più nemmeno la Pugile, lei aveva portato la droga. Continuo a vedermi con tre ragazze. Una di loro quel Capodanno ha portato il Rivotril e spacciava ricette false. Non so se lo fa ancora. Di quella notte non parliamo più, vogliamo dimenticarla".

La chat del Capodanno come è stata creata?
"Una delle mie amiche conosceva Patrizio Ranieri, (a giudizio per lo stupro, ndr) e aveva fatto su Instagram una storia lanciando la nostra idea di passare il Capodanno fuori. Patrizio ha risposto e siamo state inserite nella chat della festa".

Cosa è cambiato da quella notte?
"Non parteciperei mai più a una sera così folle. Ho lasciato il ragazzo di allora, ho ripreso gli studi ma non sono riesco ad abbandonare la droga. Le pasticche le ho dagli amici fornitori, se voglio qualcosa di più buono vado a Tor Bella o a San Basilio. Frequento Ponte Milvio e le discoteche di musica tecno all'Eur. Lì se sei brava riesci ad avere a dieci euro la chetamina, la Md, e a 20 euro un pezzo di coca. Basta non farsi beccare dai buttafuori".

Perché si droga?
"Quando sei in un gruppo se non ti fai sei fuori. Ho iniziato con la coca per curiosità. Quando mi faccio riesco a non pensare, poi l'effetto finisce e mi sento molto giù".

A cosa non vuole pensare?
"Alla mia solitudine, alla mia voglia di stare di più con una mamma che lavora tanto e quando è a casa è stanca. Se le chiedo di fare qualcosa con me lei mi dice di no. Non ce l'ho con mamma, lo so che si sacrifica per me".

Il suo ragazzo sa che assume droghe?
"Sì, e non vuole. Se esco da sola però non riesco a resistere".

E sua madre?
"Non riesco a confidarmi perché non voglio darle altre delusioni. Non voglio che soffra".

Cosa sogna per il suo futuro?
"Di finire gli studi e di non drogarmi più. Vedo il mio corpo che non è più lo stesso, non ho fame come prima e il ciclo mestruale è sballato. Ci cado perché attorno a me vedo tutti che si fanno e mi viene voglia".

In questo articolo di Repubblica del 20.07, una ragazza racconta la dipendenza figlia di una disgraziata e traumatica notte di eccessi.

Le sue parole sono la dimostrazione che la volontà, da sola, può non essere abbastanza.

In Toscana c’è un numero che puoi chiamare,
ed è proprio il nostro:

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L’eroina porta via la mamma a tre bambini

Il caso di Genair, 38enne di Recanati, ha scosso la cittadina marchigiana.
Probabile vittima di overdose, la donna aveva lavorato come segretaria in uno studio medico, i concittadini che la conoscevano sono rimasti scioccati.
Seguita dagli assistenti sociali, Genair era madre di tre figli, tre vittime innocenti di una droga che non lascia scampo a nessuno.
La tossicodipendenza è sottile e subdola e sembra sempre possibile gestirla, finché non sfugge di mano e si realizza, dolorosamente, che è lei a gestire noi.
In Toscana c'è una prima linea che ti può supportare ed è proprio la nostra.
Chiama il nostro numero verde
800.39.40.88
Dal lunedì al venerdì
dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle ore 14,00 alle 18,00
Il servizio è anonimo e gratuito
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Mia figlia piange ogni mattina: "Non voglio più andare all'asilo!" -  Risponde la professoressa Maria Gallelli - Famiglia Cristiana

Dare Ketamina ai dipendenti per far sopportare loro la fatica

È di fine giugno la notizia del sequestro di ketamina e altre sostanze ritenute defatiganti presso uno stabilimento tessile pratese.
L'introduzione nel mondo del lavoro di questo tipo di droghe naturalmente denuncia una situazione illegale già sotto l'aspetto dei diritti del lavoratore, perché vengono somministrate per resistere a ritmi di produzione devastanti in cui si lavora oltre quello che il corpo naturalmente potrebbe sopportare.
Soprattutto (ma non solo) per quanto riguarda soggetti giovani, che non hanno ancora completato i processi di maturazione psicologica, l'uso di queste sostanze può compromettere significativamente l'equilibrio psichico, scatenando: depressione, insonnia, psicosi e disturbi paranoici.
Se sei a conoscenza di abusi di questo tipo, denuncia subito alle autorità competenti.
Se invece conosci persone che ne fanno uso e vorrebbero smettere ma non riescono, o tu stesso hai questa difficoltà
chiama il nostro numero verde
800 39 40 88
Dal lunedì al venerdì
dalle ore 9,00 alle 13,00 e
dalle ore 14,00 alle 18,00
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COME SO SE HO UNA DIPENDENZA?

Se la trovi utile, se pensi che abbiamo centrato il punto, condividi questa carta con i tuoi contatti, nei gruppi della Toscana di cui fai parte.
Potresti mettere in contatto con noi qualcuno che ancora non si rende conto di aver bisogno di aiuto.
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Rapina il negozio di suo genero e spende tutto alle slot machine

Rapina il negozio di suo genero e spende tutto alle slot machine.
Succede oggi a Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, a un 57enne che per rapinare il negozio di detersivi del marito della figlia, si procura una pistola finta e la punta alla cassiera dell'esercizio.
I carabinieri lo hanno rintracciato in un centro scommesse, dove stava spendendo la somma intera, 400 euro, alle slot machine.
Del meccanismo per cui il negozio prescelto da quest'uomo, chiaramente affetto da una dipendenza da gioco d'azzardo, sia proprio quello del genero, non sappiamo molto.
Quello che però si evince bene da questa notizia di cronaca è quanto e come il disagio di un componente della famiglia con un problema simile finisca col toccare le vite di tutti quelli che gli sono vicino.
Non aspettare, quindi.
Se credi di avere un problema simile o se hai un amico o un familiare coinvolti in questo meccanismo, faccelo sapere.
Possiamo aiutarti a fare i primi passi per uscire dalla dipendenza e offrirti il supporto di un team di persone qualificate che sapranno ascoltarti ed essere di aiuto.
Il servizio è anonimo e gratuito ed è attivo su tutto il territorio della Toscana.
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Asia Argento festeggia un anno trascorso da sobria

Tutti i nostri complimenti per la tenacia e per la costanza a Asia Argento, icona per anni di trasgressione e sregolatezza, che ha scelto per sé stessa e per chi le vive accanto, la strada più difficile ma che alla lunga ripaga di più.
Affrancarsi dalle dipendenze significa ricominciare una vita e darsi l'occasione per una ripartenza.
Il primo passo non ti porta dove vuoi, ma ti toglie da dove sei, diceva Jodorowsky.
Queste il post uscito sulla pagina FB del Corriere della Sera
Asia Argento ha festeggiato un anno trascorso sobria e ha deciso di condividere questo suo traguardo con un post sui suoi social. L’attrice ha scritto: «Oggi compio un anno di sobrietà. Per chi mi conosce, chi ha letto il mio libro, o semplicemente mi ha seguita in questi 37 anni di carriera e vita pubblica, sa che fin da quando ero una ragazzina ho cercato di colmare un vuoto innato dentro di me, fatto di paure, ego, e difetti di carattere, con l’abuso di droga prima, ed alcol poi. Ho provato ad annegare i dispiaceri nell’oblio ma dopo un po’ hanno imparato a galleggiare. I miei ansiolitici sono diventati dei depressivi».
Argento ha poi spiegato che la conquista della sobrietà non è per lei un fatto inedito: «Ero già stata sobria dal 2013 al 2016, ma poi ho avuto una ricaduta che è durata 5 anni in cui ho veramente toccato il fondo, in tutti sensi ma soprattutto spiritualmente. Un anno e mezzo fa, dopo la sofferenza per la perdita di mia madre, ho iniziato a praticare il buddismo di Nichiren Daishonin ed il mio karma ha iniziato a trasformarsi, così come i miei pensieri, azioni e parole. Ho ritrovato il desiderio di smettere di farmi del male, di espandere la mia coscienza. Con l’aiuto del programma di recupero di AA ho trovato la serenità, dei nuovi scopi ed obiettivi, un giorno alla volta. Mi auguro che questo “coming-out” possa aiutare ed incoraggiare altri dipendenti che soffrono ancora. C’è una soluzione, se ne può uscire! Provo una gratitudine immensa, e ringrazio gli amici che percorrono con me la strada che porta verso la luce». 👉 Leggi l'articolo completo sul sito del @corriere (📸 Instagram: @asiaargento)
Se vivi in Toscana e anche tu vuoi fare il primo passo o suggerirlo a un amico o a un familiare, chiamaci
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Dipendenza da alcool? Da gioco? Da droghe? Chiama il numero verde C.E.A.R.T.

Sapevi che se hai problemi di dipendenza da gioco, droga o alcol (che si tratti di te in prima persona o di un amico) e abiti in Toscana, per te esiste un numero verde che può aiutarti da subito per cambiare la situazione, prima che sia tardi?
Al numero verde C.E.A.R.T. risponde solo personale qualificato specializzato in dipendenze, abituato a trattare argomenti così delicati.
Perciò metti via la vergogna, affronta il problema e fa' la sola cosa da fare in prima battuta: chiedi supporto a chi può aiutarti davvero.
Il numero verde C.E.A.R.T.
è 800.39.40.88
Risponde dal lunedì al venerdì
dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00.
Il servizio è anonimo e gratuito.
Quanto prima chiamerai, tanto prima avrai un quadro più ampio e preciso dei passi da seguire per aiutare o essere aiutato
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La selva oscura

Con le parole del Sommo Poeta, il CENTRO SOLIDARIETÀ PRATESE ci accompagna nella selva oscura di chi ha perso la via maestra per imboccare quella delle dipendenze, ritrovandosi perso.
Proprio al punto in cui ci si sente smarriti del tutto, incontrare chi può aiutare e comprendere, può cambiare la vita.
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Le 7 fasi della dipendenza

Davanti a una situazione di dipendenza da sostanze, spesso si fatica a 'leggere' il comportamento di chi ne è vittima, preferendo trovare ogni tipo di alibi possibile anziché ammettere il problema, nella maggior parte dei casi perché non si hanno gli strumenti per gestire situazioni tanto delicate.
Abbiamo provato a riassumere i passaggi attraverso cui il consumo occasionale si stratifica e si trasforma poi in una vera e propria dipendenza.
Se ci sei passato, se pensi che attorno a te non possa accadere mai, se credi che possa essere di aiuto per qualcun altro là fuori, semplicemente condividi.
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