A Firenze aumenta l’abuso di alcol e droghe

"A Firenze c'è un quadro preoccupante con un aumento esponenziale dell'uso di sostanze e alcol - aggiunge l'assessora al Welfare Sara Funaro - con una diminuzione dell'età che preoccupa, addirittura fin da 14 anni. Stiamo rafforzando tutta una serie di iniziative in collaborazione con l'azienda sanitaria, la Società della salute e tutti i servizi del territorio. Una novità, che fa parte del progetto Java, è l'operatore di corridoio a Santa Maria Nuova istituito per supportare i servizi sanitari e cercare di "agganciare" ragazzi e famiglie".

La maggior parte dell'utenza è di genere maschile (82,1%), il 17,9% femminile e circa il 30% dei nuovi utenti ha meno di 30 anni. Sono i dati elaborati dall'area delle dipendenze della Ausl Toscana Centro, che mettono in evidenza anche un incremento importante dell'uso di cocaina e che giovani e giovanissimi utilizzano cocaina e crack quasi sempre associate a cannabinoidi e abuso di alcolici.

Se ti sembra di riconoscerti, o riconosci questo comportamento in un tuo amico o familiare, chiamaci.

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𝗡𝗨𝗢𝗩𝗘 𝗙𝗢𝗥𝗠𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗩𝗘𝗖𝗖𝗛𝗜𝗘 𝗦𝗢𝗦𝗧𝗔𝗡𝗭𝗘: la droga “WAX”

Se la prevenzione cerca di fare continui passi avanti, fa altrettanto il mercato della droga.
A Imperia sono stati fermati e denunciati due giovani, di cui uno minorenne, ai quali è stato sequestrato il "Wax", una nuova droga molto potente e molto in voga tra i giovani.
Il suo nome deriva dall'aspetto, somiglia a della cera d'api e viene estratta attraverso dei solventi dalle cime della cannabis. Il risultato è un super concentrato che può essere utilizzato come additivo ai liquidi dei normali vaporizzatori.
L'alta concentrazione di principio attivo consente di ottenere effetti immediati e potenziati rispetto alla consueta assunzione di sostanze stupefacenti, che potrebbe portare anche a rischi di overdose per i consumatori.
Inoltre la nuova tendenza ad usare i vaporizzatori rende la sostanza potenzialmente irriconoscibile, in questo caso il tempestivo intervento delle forze dell'ordine è stato provvidenziale.
Se temi stia facendone uso un tuo familiare o un tuo amico, chiamaci, in Toscana esiste il numero verde CEART
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Avvicinarsi all’alcool anche a 12 anni: molti iniziano a bere a casa

"Si avvicinano all'alcol a casa, alcuni anche a 12 anni": intervista al dottor Marco Becattini
Il responsabile dell'area dipendenze dell'Asl Toscana Sud Est ad Arezzo da anni osserva come muta il fenomeno delle dipendenze, dell'uso di sostanze e dell'abuso di altre. L'epoca post Covid, o forse per meglio dire post lockdown, ci offre uno spaccato sicuramente peggiorato
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BIMBO MUORE DOPO AVER INGERITO HASHISH IN CASA

Il triste sviluppo di una vicenda iniziata a fine luglio, dà un esito non del tutto inatteso l'autopsia del piccolo Nicolò, due anni, morto a Longarone a casa del padre, dopo aver ingerito un quantitativo di hashish.
Nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato dell'emergenza palermitana, questa notizia conferma una tendenza a livello nazionale: i bambini sono innocenti vittime di genitori che, complice lo stato in cui la dipendenza li riduce, lasciano distrattamente in giro sostanze che spesso provocano l'intossicazione dei figli o anche la morte, come in questo caso.
Leggi l'articolo completo qui
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Se vivi una situazione simile, se ne conosci una, se semplicemente vuoi capire di più di qualcosa che non ti è chiaro circa le dipendenze, chiamaci, in Toscana c’è il numero verde CEART:
𝟖𝟎𝟎 𝟑𝟗 𝟒𝟎 𝟖𝟖
dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, puoi contare su di noi per un consulto telefonico, un servizio anonimo e gratuito.
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RICOVERATO A TREDICI ANNI PER AVER BEVUTO TROPPO

Tredici anni sono l'età giusta per giocare a calcio, dare i primi baci e uscire con gli amici.
Che la soglia del consumo di alcol smodato si sia abbassata a questa età fa temere il peggio per le nuove generazioni. Come si presume anche in questo caso, probabilmente gli alcolici sono stati assunti in combinazione con altre sostanze stupefacenti.
Se questi dati ti spaventano, se hai paura che qualcuno attorno a te, tuo figlio, un amico, tu stesso, abbia una dipendenza da alcol, non è mai troppo tardi per intervenire: chiamaci
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dal lunedì al venerdì
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risponderanno persone qualificate e pronte ad offrirti un primo supporto
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SAPEVO DI SBAGLIARE MA CONTINUO A FARLO

In un braccio tiene una micro bag, magra come un chiodo dentro una tutina nera super elasticizzata, sguardo spento. Maddalena (il nome è di fantasia, ndr) è una delle ragazze indagate per la notte di violenza e droga di Capodanno 2021 a Primavalle. Si droga da circa due anni, ne ha 17. Assume regolarmente Md, chetamina e coca. Era amica di Bianca, la figlia sedicenne di un diplomatico che a quella festa è stata stuprata da cinque ragazzi, e faceva parte del gruppo delle parioline.

Cosa ricorda di quella notte?
"Ho visto Bianca (nome di fantasia, ndr) dentro un bagno. Le ho chiesto se era tutto a posto e lei mi ha detto di sì. Un'altra volta sono andata a vomitare e l'ho vista con un ragazzo fare sesso. Poi ho un vuoto perché stavo troppo male. La mattina l'ho ritrovata nel letto accanto a me".

Perché si è sentita male?
"Avevo assunto Xanax e Rivotril. Quella notte mi ha cambiata. Ho capito che stavo sbagliando ma continuo a farlo".

Bianca la sente ancora?
"No, non mi ha più risposto al telefono. Mi dispiace per lei. Non frequento più nemmeno la Pugile, lei aveva portato la droga. Continuo a vedermi con tre ragazze. Una di loro quel Capodanno ha portato il Rivotril e spacciava ricette false. Non so se lo fa ancora. Di quella notte non parliamo più, vogliamo dimenticarla".

La chat del Capodanno come è stata creata?
"Una delle mie amiche conosceva Patrizio Ranieri, (a giudizio per lo stupro, ndr) e aveva fatto su Instagram una storia lanciando la nostra idea di passare il Capodanno fuori. Patrizio ha risposto e siamo state inserite nella chat della festa".

Cosa è cambiato da quella notte?
"Non parteciperei mai più a una sera così folle. Ho lasciato il ragazzo di allora, ho ripreso gli studi ma non sono riesco ad abbandonare la droga. Le pasticche le ho dagli amici fornitori, se voglio qualcosa di più buono vado a Tor Bella o a San Basilio. Frequento Ponte Milvio e le discoteche di musica tecno all'Eur. Lì se sei brava riesci ad avere a dieci euro la chetamina, la Md, e a 20 euro un pezzo di coca. Basta non farsi beccare dai buttafuori".

Perché si droga?
"Quando sei in un gruppo se non ti fai sei fuori. Ho iniziato con la coca per curiosità. Quando mi faccio riesco a non pensare, poi l'effetto finisce e mi sento molto giù".

A cosa non vuole pensare?
"Alla mia solitudine, alla mia voglia di stare di più con una mamma che lavora tanto e quando è a casa è stanca. Se le chiedo di fare qualcosa con me lei mi dice di no. Non ce l'ho con mamma, lo so che si sacrifica per me".

Il suo ragazzo sa che assume droghe?
"Sì, e non vuole. Se esco da sola però non riesco a resistere".

E sua madre?
"Non riesco a confidarmi perché non voglio darle altre delusioni. Non voglio che soffra".

Cosa sogna per il suo futuro?
"Di finire gli studi e di non drogarmi più. Vedo il mio corpo che non è più lo stesso, non ho fame come prima e il ciclo mestruale è sballato. Ci cado perché attorno a me vedo tutti che si fanno e mi viene voglia".

In questo articolo di Repubblica del 20.07, una ragazza racconta la dipendenza figlia di una disgraziata e traumatica notte di eccessi.

Le sue parole sono la dimostrazione che la volontà, da sola, può non essere abbastanza.

In Toscana c’è un numero che puoi chiamare,
ed è proprio il nostro:

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L’eroina porta via la mamma a tre bambini

Il caso di Genair, 38enne di Recanati, ha scosso la cittadina marchigiana.
Probabile vittima di overdose, la donna aveva lavorato come segretaria in uno studio medico, i concittadini che la conoscevano sono rimasti scioccati.
Seguita dagli assistenti sociali, Genair era madre di tre figli, tre vittime innocenti di una droga che non lascia scampo a nessuno.
La tossicodipendenza è sottile e subdola e sembra sempre possibile gestirla, finché non sfugge di mano e si realizza, dolorosamente, che è lei a gestire noi.
In Toscana c'è una prima linea che ti può supportare ed è proprio la nostra.
Chiama il nostro numero verde
800.39.40.88
Dal lunedì al venerdì
dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle ore 14,00 alle 18,00
Il servizio è anonimo e gratuito
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Mia figlia piange ogni mattina: "Non voglio più andare all'asilo!" -  Risponde la professoressa Maria Gallelli - Famiglia Cristiana

Dare Ketamina ai dipendenti per far sopportare loro la fatica

È di fine giugno la notizia del sequestro di ketamina e altre sostanze ritenute defatiganti presso uno stabilimento tessile pratese.
L'introduzione nel mondo del lavoro di questo tipo di droghe naturalmente denuncia una situazione illegale già sotto l'aspetto dei diritti del lavoratore, perché vengono somministrate per resistere a ritmi di produzione devastanti in cui si lavora oltre quello che il corpo naturalmente potrebbe sopportare.
Soprattutto (ma non solo) per quanto riguarda soggetti giovani, che non hanno ancora completato i processi di maturazione psicologica, l'uso di queste sostanze può compromettere significativamente l'equilibrio psichico, scatenando: depressione, insonnia, psicosi e disturbi paranoici.
Se sei a conoscenza di abusi di questo tipo, denuncia subito alle autorità competenti.
Se invece conosci persone che ne fanno uso e vorrebbero smettere ma non riescono, o tu stesso hai questa difficoltà
chiama il nostro numero verde
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dalle ore 9,00 alle 13,00 e
dalle ore 14,00 alle 18,00
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COME SO SE HO UNA DIPENDENZA?

Se la trovi utile, se pensi che abbiamo centrato il punto, condividi questa carta con i tuoi contatti, nei gruppi della Toscana di cui fai parte.
Potresti mettere in contatto con noi qualcuno che ancora non si rende conto di aver bisogno di aiuto.
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Rapina il negozio di suo genero e spende tutto alle slot machine

Rapina il negozio di suo genero e spende tutto alle slot machine.
Succede oggi a Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, a un 57enne che per rapinare il negozio di detersivi del marito della figlia, si procura una pistola finta e la punta alla cassiera dell'esercizio.
I carabinieri lo hanno rintracciato in un centro scommesse, dove stava spendendo la somma intera, 400 euro, alle slot machine.
Del meccanismo per cui il negozio prescelto da quest'uomo, chiaramente affetto da una dipendenza da gioco d'azzardo, sia proprio quello del genero, non sappiamo molto.
Quello che però si evince bene da questa notizia di cronaca è quanto e come il disagio di un componente della famiglia con un problema simile finisca col toccare le vite di tutti quelli che gli sono vicino.
Non aspettare, quindi.
Se credi di avere un problema simile o se hai un amico o un familiare coinvolti in questo meccanismo, faccelo sapere.
Possiamo aiutarti a fare i primi passi per uscire dalla dipendenza e offrirti il supporto di un team di persone qualificate che sapranno ascoltarti ed essere di aiuto.
Il servizio è anonimo e gratuito ed è attivo su tutto il territorio della Toscana.
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