Ser.D: servizio dipendenze

Che cos'è il Ser.D - Servizio Dipendenze? In 9 schede pratiche speriamo di rispondere a tutte le tue domande su cosa sono e a cosa servono i Servizi pubblici per le Dipendenze patologiche del Sistema Sanitario Nazionale, istituiti dalla legge 162/90.
Puoi pensare di non averne bisogno mai o che nessuno attorno a te ne avrà mai bisogno.
Ma se credi che possa essere di aiuto per qualcun altro, o per qualche famiglia che non sa che pesci prendere e non riesce a convincere il proprio familiare ad andarci, semplicemente condividi.
Se invece pensi che il Ser.D. potrebbe esserti utile in prima persona o potrebbe esserlo per un tuo amico o familiare e hai bisogno di aiuto,
chiamaci all' 800 394 088.
Troverai persone competenti che sapranno esserti di supporto e aiutarti concretamente ad affrontare il problema.
Se ti sembra di riconoscerti, o riconosci questo comportamento in un tuo amico o familiare, chiamaci.

800.39.40.88
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Cocaina: la video testimonianza di A.

"Non hai più la gestione di niente, pensi solo a quello e quando
hai venti euro in tasca pensi a quello, e quando ne hai
cinquanta, li spendi non gestisci più niente.
Ti gestisce lei.
Non sei più tu il padrone della tua vita, è lei che è padrona della tua vita."
Quella di A., milanese in cura al Sert, è la storia di una comune ragazza 27enne che decide di provare la cocaina con il suo ragazzo dell'epoca.
Una ragazza che non ha mai provato droghe prima di allora e che non ha mai avuto problemi di alcun tipo con le dipendenze.
Finché pian piano la cocaina non diventa il solo pensiero quotidiano e come dice la stessa A., finisce che non ti riconosci più.
Se ti sembra di riconoscerti, o riconosci questo comportamento in un tuo amico o familiare, chiamaci.

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Afghanistan e dipendenze: il punto di Roberto Saviano

"La guerra in Afghanistan è una guerra dell’oppio. Prima delle scuole coraniche, dell’obbligo al burqa, prima delle spose bambine, prima, i talebani sono dei narcotrafficanti... L’eroina talebana fornisce camorra, ‘ndrangheta e Cosa Nostra, fornisce i cartelli russi, e rifornisce Cosa Nostra americana e tutte le organizzazioni di distribuzione in Usa a eccezione dei messicani che cercano di rendersi autonomi dall’oppio afgano...”
Oltre ad essere terroristi, i talebani sono narcotrafficanti che fanno affari sulla pelle delle persone dipendenti.
Al di là di ogni colore politico, prendete sei minuti per ascoltare la lucida analisi di Roberto Saviano sulla situazione afghana.
Gli 80 miliardi di dollari spesi dagli USA per addestrare un esercito in vent'anni sono nulla se paragonati ai 120 incassati dai talebani dal mercato dell'oppio, che porta non solo all'eroina, ma anche alle comuni morfina e codeina che adoperiamo nelle anestesie chirurgiche e locali, come quelle del dentista.
I talebani spesso rivendono a società indiane che poi rivendono a case farmaceutiche. Ma la radice è sempre la stessa.
Come in ogni guerra, prima dei principi e dei valori, vengono il profitto e il ritorno personale.
Dietro a ogni dose comprata, c'è un agricoltore che è stato costretto a coltivare papaveri da oppio dal regime (che altrimenti lo avrebbe evirato), c'è la sofferenza, il dolore di molti e il profitto di pochi arricchiti e senza scrupoli.
Dietro ogni droga c'è un mercato illegale che ha come prezzo dignità e vite umane, di chi produce quanto di chi consuma.
Non andrebbe mai dimenticato.
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Ludopatia: un cortometraggio con Nino Frassica

Un Nino Frassica in vesti inaspettate e diretto da Andrea Traina è Ulisse, un ex-imprenditore vessato dagli usurai, che a causa del vizio del gioco vede andare in pezzi tutta la sua vita.
Girato a Vittoria in provincia di Ragusa, il cortometraggio è stato promosso dall'assessorato regionale Salute della Regione Siciliana e finanziato dalla ASP di Ragusa UOC Dipendenze per il contrasto alla dipendenza dal gioco d’azzardo patologico. L’iniziativa, infatti, rientra in una più vasta azione a cura del Dasoe dell’Assessorato per contrastare le dipendenze.
Solo un assaggio in questo trailer, di una storia drammatica per la prima volta riletta e raccontata in chiave fiabesca. Non si sono lupi cattivi, ma usurai ben determinati contro un dipendente da gioco d'azzardo che non riesce a uscirne.
Ti ricorda nessuno questo povero Ulisse? Vuoi aiutarlo a raggiungere la sua Itaca senza un'odissea di umiliazioni e disperazione?
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Dipendenze senza sostanza

Fino alla fine degli anni Ottanta, dire dipendenza rimandava subito la mente a una droga, una sostanza, a un qualcosa che rendeva schiavi da un punto di vista chimico e fisico.

Negli ultimi anni sono emerse invece delle nuove forme di dipendenza, pericolose allo stesso modo ma con una differenza essenziale: anziché essere innescate dall’assunzione di sostanze, derivano da un comportamento eccessivo e disfunzionale messo in atto dal soggetto.

“New addiction” è il termine che designa queste dipendenze comportamentali, nuove ma con le stesse connotazioni della tossicodipendenza.

Il reale problema è che l’oggetto della dipendenza in questo contesto è un’attività perfettamente lecita e socialmente accettata.
Fare shopping, lavorare, navigare su internet, scommettere... persino fare l’amore. Tutto legale.

Fortunatamente però, proprio come per le tossicodipendenze, esistono professionalità specifiche a cui rivolgersi per uscire fuori da questo tipo di percorso, che per quanto rientri nella legalità, può comunque distruggere un individuo e la sua vita.

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Cocaina, le testimonianze

“La prima cosa è la cocaina, viene prima di tutto”
Questa testimonianza, molto cruda e a tratti insostenibile nel raccontare le conseguenze dell’uso prolungato e massiccio di cocaina, non deve stupire.
Molti dei racconti che abbiamo raccolto anche dai ragazzi che seguiamo nei nostri centri, hanno le stesse parole e descrivono i medesimi meccanismi.
È importante ascoltare chi ne è uscito, per sentire a viva voce non solo di quanto si parli di una sostanza subdola e potente, ma anche di quanto sia indispensabile un aiuto esterno.
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Beautiful Boy

“La droga è la prima causa di morte negli Stati Uniti, per le persone sotto i cinquant’anni.”
Ti congeda con questa notizia, poco prima dei titoli di coda, questo film sulla toccante e straziante relazione tra un padre e un figlio dipendente da qualsiasi droga in circolazione.
“Beautiful Boy”, diretto da Felix Van Groeningen e interpretato da Steve Carell e Timothée Chalamet. Il film, tratto da una storia vera, è ispirato alle due autobiografie di David e Nic Sheff e racconta di un padre che prova di tutto per riuscire a sostenere il figlio e strapparlo ai suoi demoni, mettendo in luce nuova la figura spesso più dimenticata quando si parla di tossicodipendenza: quella del caregiver.
Il caregiver, letteralmente Colui che presta le cure al soggetto dipendente, deve spesso spingersi oltre i propri limiti per avere accesso a quella parte cosciente del proprio caro che sembra ormai distante dalla realtà e sepolta dalle sostanze, fino a quella sgradevole sensazione di avere davanti a sé stessi un estraneo, e non - come in questo caso - il proprio figlio, amato e cresciuto in tanti anni con tanta dedizione.
Film come questo fanno comprendere non solo la gravità e la difficoltà della lotta agli stupefacenti ma anche l'importanza della prevenzione nei giovani, andando a spiegargli il rischio:
la perdita di un futuro utile per ogni progetto,
oltre che naturalmente, della propria salute.
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Internet, una dipendenza

"L'enfer, c'est les autres - l’inferno sono gli altri”, Jean-Paul Sartre
L'insicurezza nei confronti del mondo esterno, soprattutto in questo momento storico, è incentivata: distanziamento sociale, lockdown, quarantena, zona rossa.
Per molti si sono aperte le porte di un tunnel senza luce, quando non unicamente quella di uno schermo.
Schermo non solo digitale, ma anche scudo e repellente dei propri affetti.
Il reale perde di consistenza e lo scorrere del tempo diventa un malinconico galleggiare.
Internet diventa l’unico luogo considerato sicuro.
Internet diventa fondamentale, necessario, insostituibile.
Internet diventa una dipendenza.
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Alcol: TeLoSpiego

Oggi facciamo un viaggio in compagnia dell'iguana di TeLoSpiego, al centro dei processi che portano chi abusa di alcol a sentirsi una persona completamente diversa, euforica, disinibita, socialmente più disponibile, e comportarsi come se non esistesse un rovescio della medaglia...
Ma quale prezzo sei disposto a pagare per un'ubriacatura e cosa succede dentro al tuo corpo una volta che la dose di alcol assunta ti intossica?
Ricorda:
sebbene la società lo demonizzi meno delle altre sostanze, anche l'alcol può portare alla dipendenza e distruggere completamente la tua vita, senza quasi tu te ne accorga.
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La selva oscura

Con le parole del Sommo Poeta, il CENTRO SOLIDARIETÀ PRATESE ci accompagna nella selva oscura di chi ha perso la via maestra per imboccare quella delle dipendenze, ritrovandosi perso.
Proprio al punto in cui ci si sente smarriti del tutto, incontrare chi può aiutare e comprendere, può cambiare la vita.
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