C.E.A.R.T contro la violenza sulle donne

A causa delle nuove politiche di Facebook, in realtà introdotte già a gennaio, la pubblicazione su questa pagina sta subendo ritardi e censure, così come le nostre campagne pubblicitarie, che sono state toccate dalla nuova policy che considera tutti gli argomenti che trattiamo come non adeguati a essere discussi su questo social.

Mentre ci stiamo organizzando per capire come continuare a parlarvi senza metafore incomprensibili del tema delle dipendenze, abbiamo raggiunto una data importante e no, non parliamo del Black Friday.

Il 25 novembre ricorre la #GiornataControLaViolenzaSulleDonne e se è vero che il nostro numero verde è dedicato a un tema differente, è vero che il numero di donne uccise o abusate da soggetti in piena dipendenza da sostanze, che si tratti di alcol o di cocaina, è molto alto.

Per cui anziché lanciare appelli generici, oggi vogliamo rivolgerci a ciascuno di voi.

Se conoscete una donna costretta a vivere una situazione difficile a causa della dipendenza di una persona a lei cara, si tratti del padre, della madre, del figlio o del fidanzato, non giratevi dall'altra parte.

Parlatele apertamente e spingetela a rivolgersi a noi, che siamo la prima linea del soccorso in questo caso. Qui in Toscana c'è un numero verde da chiamare ogni volta che serve, anonimo e gratuito:

𝟖𝟎𝟎 𝟑𝟗 𝟒𝟎 𝟖𝟖
𝗱𝗮𝗹 𝗹𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶̀ 𝗮𝗹 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶̀
𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟵 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟯
𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟰 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟴

Le risponderà un team di persone in grado di offrirle da subito un primo supporto e capire come aiutarla a uscire da una situazione che oltre a sembrarle più grande di lei (come in effetti è), può in alcuni casi diventare pericolosa per la sua vita.

Condividi questo post e aumenta le possibilità di una donna di chiedere aiuto, per chi le vive vicino ma anzitutto a tutela della propria incolumità

Se ti sembra di riconoscerti, o riconosci questo comportamento in un tuo amico o familiare, chiamaci.

800.39.40.88
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Il Captagon e le altre droghe usate in guerra per togliere la paura

Il Captagon e le altre droghe usate in guerra per togliere la paura
C'è un motore invisibile che toglie ai terroristi dell'Isis anche l'ultimo scampolo di umanità risparmiato da fanatismi e ideologie: si chiama Captagon e molto spesso scorre nelle loro vene al momento in cui compiono una strage.
La "droga della Jihad" come è stata soprannominata, è un cloridrato di fenetillina, un composto di anfetamina e altre sostanze stimolanti da decenni diffuso nei Paesi del Golfo, e ora diffusosi in modo capillare tra chi combatte la "Guerra Santa".
Effetti: Perdita di giudizio, resistenza alla fatica, euforia e abbandono di ogni inibizione sono tra gli effetti delle pasticche, vendute dai 5 ai 20 dollari a dose. Chi le assume può non mangiare o dormire per giorni, ed è pervaso da un senso di onnipotenza che fa sentire invincibili. Siringhe con tracce di Captagon - si può anche iniettare - sono state trovate nella casa di uno degli attentatori di Parigi e la stessa droga era nel sangue di uno dei terroristi di Sousse, Tunisia.
Ma quella tra guerre e droghe è un'associazione ricorsa più volte negli anni bui dell'ultimo secolo.
Piccola storia delle sostanze negli eserciti: anfetamine fecero largo uso, per esempio, i soldati di Hitler. Quando il 14 maggio 1940, dopo solo 4 giorni, le truppe dell'armata nazista conquistarono l'Olanda, fu determinante la loro capacità di combattere senza sosta, giorno e notte, senza dormire. Secondo quanto sostenuto da Norman Ohler nel recente saggio Der totale Rausch ("La totale euforia"), questa resistenza sarebbe stata garantita da Pervitin, un "farmaco militarmente prezioso" usato regolarmente anche dal generale Rommel e dallo stesso Hitler.
La pillola dopante era stata sviluppata nel 1937 dal medico Fritz Hauschild, rimasto colpito dagli straordinari effetti delle benzedrine sugli atleti americani che avevano partecipato alle Olimpiadi di Berlino nel 1936. All'inizio della Seconda Guerra Mondiale veniva distribuita ai soldati dai medici militari.
E oggi? Nel conflitto Russia Ucraina ad esempio? Mentre i russi accusano gli ucraini di essere riforniti di sostanze dagli americani, il docente dell’Università Jagellonica di Cracovia si esprime così:
«Personalmente rimarrei estremamente sorpreso se scoprissi che gli ucraini non stiano usando sostanze per cercare di aumentare le proprie performance, per combattere la stanchezza e rimanere svegli durante le continue operazioni militari, come per sopprimere il dolore e la fame o anche solo semplicemente per sopravvivere in dure condizioni d’assedio, come avvenuto a Mariupol»
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Vino, cocaina, oppio e Pervitin. Salvate il soldato tossicomane -  ilGiornale.it

A Firenze aumenta l’abuso di alcol e droghe

"A Firenze c'è un quadro preoccupante con un aumento esponenziale dell'uso di sostanze e alcol - aggiunge l'assessora al Welfare Sara Funaro - con una diminuzione dell'età che preoccupa, addirittura fin da 14 anni. Stiamo rafforzando tutta una serie di iniziative in collaborazione con l'azienda sanitaria, la Società della salute e tutti i servizi del territorio. Una novità, che fa parte del progetto Java, è l'operatore di corridoio a Santa Maria Nuova istituito per supportare i servizi sanitari e cercare di "agganciare" ragazzi e famiglie".

La maggior parte dell'utenza è di genere maschile (82,1%), il 17,9% femminile e circa il 30% dei nuovi utenti ha meno di 30 anni. Sono i dati elaborati dall'area delle dipendenze della Ausl Toscana Centro, che mettono in evidenza anche un incremento importante dell'uso di cocaina e che giovani e giovanissimi utilizzano cocaina e crack quasi sempre associate a cannabinoidi e abuso di alcolici.

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