𝐋’𝐔𝐍𝐈𝐂𝐀 𝐏𝐄𝐑𝐒𝐎𝐍𝐀 𝐃𝐈 𝐂𝐔𝐈 𝐇𝐎 𝐀𝐁𝐔𝐒𝐀𝐓𝐎 𝐈𝐍 𝐕𝐈𝐓𝐀 𝐌𝐈𝐀 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐈𝐎
La causa da 50 milioni di dollari intentata da Johnny Depp contro l'ex moglie Amber Heard è passata a 100, per via della contro denuncia di quest'ultima.
Se nel 2014 Depp parlava di sé stesso come di un uomo nuovo, dedito alla famiglia (due figli dalla prima moglie Vanessa Paradis ndr) e al massimo amante del vino, il ritratto che esce da questo processo intentato per diffamazione - che ha poi generato il collasso della sua carriera - è quello di un alcolista con più dipendenze.
La foto che riportiamo è una prova messa al vaglio della corte fornita dalla signora Heard, in bella mostra tre strisce di cocaina, whisky e persino una scatola di pillole con le cifre del nome del marito, Property of JD.
Che Johnny Depp sia o meno un uomo che esercita violenza domestica, starà alla corte stabilirlo. Certo è che un simile quadro di dipendenza da sostanze, alcol in testa, non rende la vita facile a chi vuole dimostrarne l'innocenza.
Perché la mancanza del senso di limite nell'abuso di droga o alcol fa pensare che si possa scavalcare qualsiasi valore etico o morale.
Quello su cui vogliamo mettere l'accento oggi è la credibilità del soggetto dipendente. Al momento in cui si accertano l'uso di alcol, cocaina, oppiacei di vario genere, marijuana, diventa difficile difendere il dipendente da qualsiasi accusa: infatti l'alcol, con la sua funzione di detonatore di libido, rende il soggetto potenzialmente fuori controllo, lo si considera capace di tutto.
La dipendenza da sostanze oltre che inaffidabili e imprevedibili, rende socialmente vittime di pregiudizio tutti coloro che ne fanno uso, spesso a ragion veduta.
«[L’unica persona che ha avuto] problemi con il mio vizio del bere nella mia vita sono stato io», ha spiegato Depp, «L’unica persona di cui ho abusato in vita mia sono io».
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